L'origine
del quartiere risale al 1917. Nel corso della riunione del Consiglio
Municipale del 29 Marzo, Edouard Herriot, Sindaco di Lione, annuncia la
creazione di un nuovo boulevard tra i quartieri di Guillotière e
Vénissieux, asse fiancheggiato dagli alloggi destinati agli
operai, intorno al quale le industrie potranno istallarsi. Per
realizzare l'intero progetto, il 29 Maggio 1920 viene creato un ufficio
pubblico di abitazioni a Buon Mercato. Il cantiere delle prime tre
case-tipo ha luogo dal Dicembre 1920 al Dicembre 1925. Nel Novembre
1923 Edouard Herriot informa Tony Garnier che gli edifici dovranno
esser composti da altri due piani.
Tony Garnier difende il suo progetto; porta l’attenzione sul fatto che
l'elevazione a 5 piani degli edifici dovrebbe essere accompagnata
dall'istallazione di ascensori.
La resistenza dell'architetto è vana: dal 1926 la nuova
regolamentazione impone a tutte le case collettive operaie la stessa
tipologia che comporta l’innalzamento a cinque piani sopra il piano
terra.
Le piante seguenti elaborate da Tony Garnier mostrano l'evoluzione del
suo progetto. Il cinque Gennaio 1931 il progetto definitivo è
concluso. Gli edifici sono ufficialmente inaugurati il 25 Giugno 1934.
Una riabilitazione esemplare
L'uomo al centro dell'iniziativa
Quando
inizia la riabilitazione della Cité di HBM (Habitations à
Bon Marché) Etats-Unis, nel 1985, nulla lascia presagire la
nascita di un'esperienza di riqualificazione urbana unica al mondo.
La sua forza? Aver saputo mettere l'uomo al centro della sua
iniziativa, adottando un approccio trasversale alla riabilitazione che
non è più solamente tecnica, ma divienta anche umana,
sociale e culturale.
Al di là degli
edifici e degli spazi pubblici, tutti gli abitanti della Cité
Tony Garnier usciranno trasformati da questa avventura.
Le ragioni di un successo
La struttura sociale del quartiere: durante
gli anni 80, la Cité Tony Garnier è ancora un
“villaggio”, isolato al centro di un quartiere che non ha mai cessato
di crescere. I suoi abitanti si conoscono da lunga data. Condividono
una cultura comune, prodotto della loro origine operaia, gli anni di
resistenza nel corso della guerra e l'isolamento del quartiere fino al
1959, data del taglio del boulevard d'Etats-Unis. Nel 1983 viene creato
il Comitato degli affittuari che giocherà un ruolo chiave nella
decisione di riabilitare le costruzioni di Tony Garnier e di creare un
museo urbano.
La politica della città: la
sua creazione nel 1986 é accompagnata dallo stanziamento di
risorse finanziarie eccezionali a vantaggio dei territori urbani
“sensibili”. La scelta del quartiere Etats-Unis tra questi territori
permetterà all'OPAC del Grand Lyon di mobilizzare, presso lo
Stato e le Collettività (Régione Rhône-Alpes,
Conseil Général du Rhône, Grand Lyon e Ville de
Lyon), i finanziamenti necessari a coprire i costi della
riabilitazione: 43 M€ su 12 anni.
Un incontro fortunato: quello avvenuto nel
Febbraio 1988 tra gli abitanti della Cité Tony Garnier e gli
artisti della Cité de la Création, che vogliono creare un
concetto di “museo urbano” e donargli un senso.
La riconoscenza internazionale dell'UNESCO:
Ottenuto nel 1991, il label del “Decennio mondiale dello sviluppo
culturale” apporta al progetto un riconoscimento internazionale ed apre
la strada alla realizzazione di 6 affreschi internazionali. Molteplici
partners privati si associeranno infine al progetto a questo stadio
della sua realizzazione (Cassa d'Epargne Rhône-Alpes, EDF-GDF
Lyon Métropole, Peintures Zolpan et Vinylit). Nel 1994
riceveranno per la loro azione, l'Oscar Mécenat/Premio
Télérama, conferito dall'ADMICAL.
Degli uomini e delle donne eccezionali: Chiunque
siano gli abitanti del quartiere Etats-Unis, artisti o membri dell'OPAC
del Grand Lyon, funzionari o uomini politici, giornalisti o
scrittori, sarà infine la mobilizzazione, durata
più di 10 anni, di un pugno di uomini e donne eccezionali a
permettere la nascita e il compimento di questo progetto.
Dagli “antichi Etats” alla Cité Tony Garnier
Il
28 Agosto 1993, il quartiere degli “antichi Etats”, nome dato dagli
anni 60 all'insieme HBM (Habitations à Bon Marché)
costruito da Tony Garnier, è ribattezzato Cité Tony
Garnier, su richiesta del suo Comitato degli affittuari.
Questo nuovo nome è simbolico
delle trasformazioni vissute dal quartiere e della nuova immagine che
riveste ormai nell'ambito dell'agglomerato urbano lionese: quella di un
quartiere nel quale bisogna vivere bene, lontano dall'immagine
tradizionale ed inquietante generalmente associata ai sobborghi.
Le operazioni più emblematiche condotte durante questi 12 anni sono state le seguenti:
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-Riabilitazione di 1568 alloggi,
ripartiti in 49 edifici. I lavori sono stati condotti essenzialmente
sulle facciate, il cambiamento degli infissi, la creazione delle sale
da bagno, il restauro delle parti comuni, l'istallazione degli
ascensori.
-Risistemazione degli spazi pubblici
(corti, giardini, marciapiedi...), con in particolare
l'istallazione di nuovi rivestimenti per i suoli, l'impiantazione di
spazi verdi, la sistemazione di piazze e giardini pubblici.
-Creazione del PIMMS (Punto
d'Informazione Multi Média Services) per aiutare gli abitanti
nelle loro pratiche presso le amministrazioni e le grandi imprese
pubbliche.
-Creazione di un centro culturale
nuovo genere: il Musée Urbain Tony Garnier. |