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TONY GARNIER

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Biografia








Tony Garnier è il primo architetto urbanista del XX secolo. Molti dei suoi progetti sono in effetti all'origine di considerevoli progressi nella riflessione degli architetti dell'epoca su quella che consideravano essere l'architettura moderna.

Personaggio discreto, Tony Garnier ha consacrato l'essenziale della sua vita alla sua passione, l'architettura. Ma chi era veramente?  

Il suo percorso é esemplare quanto la sua opera.

Nasce il 13 Agosto 1869 a Lione nel quartiere della Croix-Rousse. È un figlio di “canuts” (operaio setaiolo nelle seterie di Lione). Suo padre, Pierre Garnier, è disegnatore nella seteria. Sua madre, Anne Evrard, è tessitrice. Messo di fronte fin da piccolo alle condizioni di vita di questi operai della seta, molto presto cercherà di trovare, attraverso l'architettura,, la sua passione, un modo per rispondere al problema sociale dell'alloggio.

Una delle sue maggiori preoccupazioni sarà infatti di inventare un nuovo modo di concepire l'alloggio. Diventare architetto è un obiettivo che si prefigge fin dall'infanzia. La sua motivazione rappresenta una grande differenza in un periodo in cui è ancora fortemente presente lo schema “architetto di padre in figlio”.

Inizia i suoi studi alla scuola della Martinière a Terraux (1883-1886), che prosegue nella scuola di Belle Arti di Lione (1886-1889). Nel 1889, parte per Parigi, dove tenta in più occasioni il concorso del Grand Prix de Rome. Grazie ad accanimento e convinzione, è infine vincitore nel 1899, cosa che gli permette di divenire per un periodo di quattro anni, ospite della Villa Medici al fine di studiare i monumenti antichi.

In questo inizio secolo, gli allievi vanno alla scoperta non solo dell'eredità romana, ma proseguono il loro viaggio in Grecia e in Asia Minore. Tony Garnier si lega ad un'amicizia con lo scultore Bouchard.

Tony Garnier ben presto si distingue dagli altri allievi. Poco disciplinato, non realizza i lavori richiesti dall'Accademia, rivolti allo studio di singoli monumenti antichi. Preferisce lavorare su un'intera città: Tusculum. Nei quattro anni di Villa Medici, non lavorerà infine che sei mesi sui monumenti antichi. Consacra il resto del suo tempo alla creazione di una nuova città, una città moderna: Une Cité Industrielle, che sarà pubblicata per la prima volta nel 1917.

Molto legato alle sue radici, Tony Garnier decide, alla fine del suo soggiorno romano, di ritornare in seno alla sua città natale: Lione. Un primo cantiere gli è affidato nel 1904 dal sindaco Victor Augagneur per la realizzazione della Latteria-stalla municipale
del Parco della Tête d'Or. Il sindaco, soddisfatto del lavoro dell'architetto, non mancherà di raccomandarlo calorosamente al suo successore, Edouard Herriot. 

È l'inizio di una lunga e faticosa collaborazione tra i due uomini. Edouard Herriot affiderà a Tony Garnier l'essenziale dei Grands Travaux (Grandi Lavori) della città: mattatoi della Mouche e mercato del bestiame (1908-1928), Ospedale di Grange-Blanche (1911-1933), Stadio municipale di Gerland (1913-1926) et quartiere degli Etats-Unis (1919-1933). I Grands Travaux vengono pubblicati nel 1920.

Il 20 Luglio 1915, all’età di 46 anni, sposa Catherine Laville, all’epoca dell’età di 21 anni. Si installano entrambi nella villa che l’architetto costruisce a Saint-Rambert.

Tra 1930 e 1933, conduce il suo ultimo grande cantiere, quello della costruzione dell’ Hôtel de Ville di Boulogne-Billancourt.

Dopo aver formato una generazione di architetti lionesi, Tony Garnier va in pensione nel 1938, nella zona di Carnoux, comune della Bédoule, vicino Cassis. Consacra questo periodo al suo primo amore, il disegno. La lettura del suo diario, del periodo 1940-1943, ci informe sulla sua produzione abbondante di schizzi e disegni, in media uno al giorno.

Muore il 19 Gennaio 1948, senza discendenti. Il suo corpo è riportato a Lione nel Novembre 1949, al cimitero della Croix-Rousse. Nel suo elogio, Edouard Herriot dirà di lui :  

« Questo costruttore, questo realista era spontaneamente umano. La sua sensibilità non aveva pari se non la sua modestia. La sua cultura si rivelava spesso sorprendente. Si, Tony Garnier fu un maestro con tutto ciò che questa parola comporta in nobiltà e intelligenza. Un maestro vuol dire una guida e un esempio… Ma, in lui, l’Uomo era tanto degno d’ammirazione che il saggio ; le sue qualità morali erano all’altezza del suo genio ».











































 















 

 

 

 

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